Hokkaido - In caso di MAG - Colmar

LA TERRA DEL GHIACCIO E DEL FUOCO

L’ISOLA DI HOKKAIDO CONTA SESSANTA VULCANI E ALCUNI
TRA I RESORT SCIISTICI PIÙ FAMOSI DEL GIAPPONE.

siste un posto in Giappone il cui nome significa letteralmente “via per il mare settentrionale”. È Hokkaido, la più selvaggia tra le grandi isole dell’arcipelago nipponico, la più incontaminata, la più estrema. Separata dalla vicina Russia solo da uno stretto lembo di mare, Hokkaido è una terra di ghiaccio e di fuoco. Nei mesi invernali è battuta da venti siberiani, che portano neve e temperature sotto lo zero, trasformandola in un perfetto parco giochi per gli amanti della neve fresca e del freeride. Sotto il ghiaccio scorre però la lava di ben sessanta vulcani, il 10% della concentrazione mondiale, che danno vita a sorgenti di acqua termale bollente e ospitano sui loro pendii i resort sciistici più famosi del Giappone.

Il comprensorio di Niseko, che si estende sul cono vulcanico del Monte Niseko-Annupuri, è uno di questi. Formato dall’unione dei tre maggiori resort sciistici dell’area, è il più celebre per la quantità di neve che lo imbianca ogni inverno, in media più di 15 metri. Qui i pendii offrono discese per tutti i livelli, snowpark e soprattutto le condizioni ideali per chi pratica il freeride: mucchi e mucchi di neve fresca, aree con conformazioni e pendenze di ogni tipo, ampi boschi di betulle dove tracciare percorsi sempre diversi. Negli ultimi anni, la località è diventata un punto di riferimento per gli stranieri, in particolare australiani, che hanno ampliato la comunità di fedelissimi appassionati degli sport invernali che la frequentano.

Niseko sarà anche il resort più famoso tra i freerider, ma non è certo l’unico. A Rusutsu, gli impianti di risalita prendono il via da un parco divertimenti: si scia con le montagne russe sotto i piedi, più alti della ruota panoramica. A Kiroro, il solo divertimento concesso è quello della neve: in questa località lontana da tutto, nella natura più incontaminata, si trovano solo due mega hotel e una strada che porta agli impianti. La vita si concentra tutta nella ski area, con un’infinità di boschi accessibili e un’organizzazione degna di un'Olimpiade, con personale dedicato ad accogliere gli sciatori alla discesa degli impianti, gate specifici per l’accesso alle zone di freeride e persino “aree vip” dove sciare lontani dalla folla.

Nel 1972 il capoluogo dell’isola, Sapporo, ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali. La città ha vissuto uno sviluppo enorme nell’ultimo secolo: nel 1857 era un villaggio che contava solo sette persone, adesso è la quinta città del Giappone per grandezza e la via di accesso principale a Hokkaido, collegata da voli giornalieri alla capitale Tokyo. Qui a febbraio si tiene il Sapporo Snow Festival, un evento imperdibile nel calendario delle celebrazioni nipponiche: tre siti diversi, spettacolari sculture di ghiaccio grandi fino a venti metri e centinaia di statue più piccole. Con palchi per eventi e stand di street food, il Festival attira ogni anno 2 milioni di visitatori dal Giappone e dal mondo.

Proseguendo a sud di Sapporo s’incontra Noboribetsu, celebre per i resort termali. Le acque bollenti che sgorgano in città arrivano dallo spettacolare Jigokudani, detto anche “Valle dell’Inferno”: un parco naturale con sorgenti termali, camini vulcanici e ruscelli di acqua sulfurea che si rincorrono tra la vegetazione. Coperta in gran parte da foreste, d’estate l’isola perde la sua aura da paradiso per freerider e lascia posto agli amanti delle escursioni, del ciclismo, del campeggio. Dalle splendide fioriture di lavanda di Furano alle formazioni rocciose del Monte Kurodake, passando per le imponenti cascate nel parco naturale di Shiretoko, Hokkaido è una terra di ghiaccio e di fuoco, che tra i suoi estremi trova il modo di fiorire.

RICHARD AMACKER

Classe 1988, lo svizzero Richard Amacker inizia giovanissimo a gareggiare nello sci alpino, ottenendo ottimi risultati. Il bisogno di provare qualcosa di nuovo, lo spinge presto verso nuove discipline che lo avvicinano al mondo freeride. Richard si allena intensamente saltando da un emisfero all’altro, dalla Nuova Zelanda alle sue Alpi Svizzere, con un unico obiettivo: gareggiare nel Freeride World Tour, dove sale sul gradino più alto del podio a Courmayeur nel 2012. Negli ultimi anni è protagonista di numerosi progetti video a livello internazionale, che lo portano a raccontare la sua passione sul grande schermo.

LUCA TRIBONDEAU

Nato e cresciuto a Wolfsberg in Carinzia (Austria), Luca Trinbondeau mette gli sci per la prima volta all’età di tre anni e in poco tempo inizia a gareggiare. Affascinato dai 360 del fratello, lascia presto le competizioni in pista per dedicarsi a quella che diventerà la sua più grande passione: il freestyle. Poco più che ventenne, ha già alle spalle gare e campionati in tutto il mondo e la partecipazione a Sochi 2014: i primi giochi invernali in cui lo Slopestyle, la sua specialità, divenne disciplina olimpica.

1. Hai iniziato a sciare da bambino e dopo un periodo iniziale su pista sei passato alla neve fresca. Cosa ti ha spinto a cambiare?

2. Ci sono discipline diverse nel freeski, quale ti ha fatto battere il cuore?

3. Ti sei formato sciando sulle Alpi, ma l'ambiente montano a Hokkaido è completamente diverso. Quali sono le differenze principali?

4. Hokkaido è una meta ambitissima tra i freeskier. Che cosa ti mancherà di più?

5. “In caso di neve” cosa ti viene in mente?

Ho avuto la fortuna di crescere nel mondo dello sci alpino, dove ho imparato come vivere e come amare lo sci in ogni sua forma. Gareggiavo su pista e passavo ogni secondo del mio tempo libero negli ski park. Quando ho smesso di gareggiare nello sci alpino, non mi è passato per la testa neanche un secondo di mollare del tutto: una nuova avventura era lì che mi aspettava.

All’inizio facevo competizioni di sci alpino, mentre mio fratello provava salti e andava fuoripista. Quando l’ho visto provare un 360 ho deciso che volevo farlo assolutamente anche io. Sciare in neve fresca è una sensazione imbattibile: mi diverto, provo emozioni uniche e vorrei farlo sempre.

Ho provato con gli ski park e con lo ski cross, ma quello che mi piaceva di più era la neve fresca. Mi piacciono le discese in cui posso tracciare delle linee ampie, prendere velocità e fare dei bei salti. Quello a cui non rinuncerei mai sono le giornate di grandi nevicate, quando posso sciare come un matto tra gli alberi. È fantastico!

Senza dubbio lo slopestyle e il big air. La differenza è che nello slopestyle hai una pista intera su cui esibirti, quindi bisogna trovare il ritmo migliore per mettere insieme una bella serie di trick in sei ostacoli. Con il big air c’è un solo salto, devi fare il miglior trick possibile per vincere. Mi diverto e mi piace competere in entrambe, ma devo dire che il big air è speciale. Di solito è più vicino alla città e l’atmosfera è sempre molto cool.

Non c’è dubbio, è completamente diverso, ma è proprio questo il motivo per cui amo viaggiare in tutto il mondo: per trovare nuove discese, diversi tipi di neve, diverse culture e persone. Sulle Alpi abbiamo montagne alte più di 4.000 m, con pendenze molto ripide, anche pericolose. A Hokkaido ci sono soprattutto boschi, un sacco di neve, discese facili, non pericolose, tutte estremamente divertenti!

Sono cresciuto sulle Alpi e nella zona sud orientale delle montagne austriache, quindi sono abituato a pendenze molto ripide e interessanti. Ad Hokkaido ciò che ti colpisce è la quantità di neve, la più grande in cui abbia mai sciato. È secca, ma incredibile. L’unica pecca è la mancanza di forti pendenze, ma tutto il resto è semplicemente epico.

Sciare a Kiroro, nell’isola di Hokkaido, è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera come freeskier. Sciare in quegli enormi mucchi di neve immacolata tutti i giorni, la sensazione della neve che ti tocca il viso, per me è un’emozione semplicemente unica.

Il viaggio a Hokkaido è stato molto speciale, il Giappone ha una cultura pazzesca, il cibo è incredibile e l’esperienza sciistica è da sogno. Mi mancherà decisamente sciare nella neve alta fino ai fianchi!

Un sacco di emozioni: eccitazione, felicità, meraviglia, distrazione, ammirazione, sorpresa. Sono queste le emozioni che provo quando nevica. Quando mi trovo a sciare in mezzo a tutta quella neve fresca, con l’adrenalina, quelle emozioni si moltiplicano.

In caso di tonnellate di neve fresca penso a quanto mi divertirò. La mia valigia è sempre pronta in qualunque momento dell’anno… seguire la neve è la mia passione.

l viaggio è stato lungo, abbiamo perso una coincidenza, un paio di scarponi e qualche ora di sonno, ma finalmente siamo a Tokyo. È la prima volta in Giappone e le tappe del nostro viaggio nell’isola di Hokkaido, la mecca del freeride, sono tante: Sapporo, Niseko, Kiroro e Rusutsu.

Ma partiamo con ordine. Arriviamo a Tokyo, prendiamo un taxi che a 200 chilometri all’ora ci porta in albergo, dove scopriamo davvero cosa significhi ordine: stanze super tecnologiche, telecomandi ovunque per regolare riscaldamento, suoni e persino profumi. L’hotel di Tokyo rivela subito tante peculiarità del Giappone: non esiste il piano 0, si parte dall’1, le ore vengono conteggiate fino alle 25 di notte e per utilizzare il bagno serve un master in ingegneria spaziale.

Il giorno dopo partiamo alla scoperta della città: la nostra guida è un giapponese dall’aria molto professionale, composto, gentilissimo. Entro fine giornata è diventato uno della crew, l’abbiamo contagiato con il nostro entusiasmo. Ci immergiamo in uno dei classici parchi giapponesi, dove respiriamo a pieno la cultura del posto e lo spirito zen. Qui è pieno di negozi che vendono merce stranissima, dalle ultime tecnologie ai manga più ricercati. Ci dirigiamo verso il mercato del pesce, affamati di sushi, ma non riusciamo ad entrare :( unica consolazione: abbiamo scoperto che la fila era chilometrica.

Ma il meglio arriva a fine giornata. Verso sera andiamo a Shibuya, per vedere il famoso incrocio di notte: una fiumana di passanti, un’atmosfera incredibile. Passiamo ore a fotografare le luci, i palazzi, le persone – che a loro volta non perdono l’occasione di fotografare noi, mentre fotografiamo la loro città. È un incredibile arrivederci alla capitale giapponese, siamo pronti a dirigerci ad Hokkaido per vivere l’esperienza più bella della nostra vita. Le sue leggendarie montagne ci aspettano.