LIVIGNO
1816M

SUL TETTO
D'ITALIA

Livigno è il secondo comune più alto d’Europa,
con temperature spesso molto rigide, ma se resistete
al freddo ci sarà da divertirsi durante e dopo lo sci.

Febbraio 2018

a chiamano “il piccolo Tibet” e non a torto. Coi suoi 1.816 metri di elevazione sopra il livello del mare, Livigno è infatti il comune più alto d’Italia e il secondo più alto d’Europa dopo Juf, in Francia. Stretto e incastonato all’interno di una splendida vallata, chiusa da un lato dalle forme ruvide del Monte Vago e dall’altra dalle rotondità del monte Motta, il Comune di Livigno (6.000 abitanti) è formato da una sinuosa striscia di case che si estende per diversi chilometri di suggestiva passeggiata, particolarmente popolata dagli amanti dello shopping.

Acquisti a parte, Livigno è uno dei comprensori sciistici più completi, belli e rinomati delle Alpi italiane: impianti e piste come il Mottolino, il Carosello 3.000 o il Costaccia presentano durate e gradi di difficoltà capaci di soddisfare tanto lo sciatore più esigente quanto il neofita. Inoltre l’altezza di Livigno garantisce un buon innevamento anche quando altrove di neve non se ne vede nemmeno l’ombra. Certo se l’altezza ha i suoi vantaggi per quanto riguarda la neve, dall’altro lato da queste parti la temperatura può farsi veramente rigida in inverno, arrivando a volte fino a meno trenta gradi. Per cui il nostro consiglio è di arrivare preparati e ben coperti.

LIVIGNO 46°32’N 10°08’E

Quando fa così freddo cosa c’è di meglio di rifugiarsi in una bella baita accogliente, magari in legno, e sorseggiare una buona bevanda calda? Da questo punto di vista l’offerta turistica del Tibet valtellinese è assolutamente di primissimo livello: ristoranti, bar, SPA, terme e ogni tipo di svago per l’après-ski qui non manca. Senza dubbio da provare sono le bresaole valtellinesi, la slinzega di cervo, le polente con tutti i tipi di salmì, le deliziose pappardelle ai funghi, e, ovviamente, immancabili da queste parti: i pizzoccheri che, dato l’estremo freddo invernale, qui si cucinano con sovrabbondanza di burro e formaggio.

Molto particolare è anche la cosiddetta celebrazione del ghibinet, una specie di Halloween locale che affonda le sue origini in tempi remotissimi, risalenti all’incirca alle prime testimonianze (intorno al 1.300) di un centro abitato da queste parti, in cui i bambini del paese vanno a bussare alle porte delle abitazioni per ricevere piccoli regali e dolcetti. Molto tenero.

Un’informazione utile agli amanti del divertimento più alternativo è che da anni Livigno è diventato uno dei centri europei dello snowboard, con una serie di splendidi half-pipe e snowpark disseminati per i suoi impianti, dove si tengono a tutte le ore feste, animate da deejay set di musica elettronica, rap e rock. Molto cool.

GIORGIO
ROCCA

Giorgio Rocca, classe 1975, è uno dei più celebri campioni italiani di sci alpino. Dal 1993 il suo talento sugli sci lo porta a collezionare importanti successi nel panorama internazionale.
Scelto come portabandiera per l’Italia ai mondiali di Bormio nel 2005, in quella stagione mette a segno cinque vittorie consecutive che lo portano a eguagliare i record di Tomba, Stenmark e Girardelli. Nel 2010 annuncia il ritiro dalle gare e la nascita della Giorgio Rocca Ski Accademy.

1

COPPA DEL MONDO
DI SPECIALITÀ

3

BRONZI
MONDIALI

22

PODI IN COPPA
DEL MONDO

11

VITTORIE IN COPPA
DEL MONDO

uando si pensa a Livigno, si pensa a Giorgio Rocca. E viceversa. Il nome del campione italiano e quello della località al confine con la Svizzera sono legati indissolubilmente, al punto che una delle piste più belle – e impegnative – del comprensorio è intitolata proprio a lui. È qui che Giorgio ha messo gli sci per la prima volta, a due anni e mezzo, ed è cresciuto come sportivo fino a diventare un punto di riferimento dello sci italiano.

In questa intervista Giorgio Rocca condivide con noi i suoi angoli preferiti di Livigno, ci racconta le sue gare più emozionanti e l’impresa delle cinque vittorie consecutive in Coppa del Mondo nel 2006. Ma anche gli aspetti di cui più sente la mancanza, dell’attività agonistica e i progetti che lo tengono impegnato dopo l’addio alle gare, tra cui l’Accademia di sci fondata a St. Moritz per seguire le orme del nonno.

“IL MIO RITUALE PRE-GARA ERA UNA SORTA D’IPNOSI. CIRCA 30 SECONDI PRIMA DI PARTIRE STRINGEVO I BASTONCINI E MI ATTIVAVO, MI SENTIVO COME IN UN TUNNEL, CONCENTRATO E CAPACE DI ISOLARMI DA CATTIVI PENSIERI E DAL MONDO ESTERNO.”

GIORGIO ROCCA Intervista di Stefano Colombo

10 GEN, 16:33

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Leggi il resto dell’intervista a Giorgio Rocca!

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LIVIGNO
LIFESTYLE
simoneenei

Exploring the natural
environment.

instagram.com/simoneenei/
simoneenei

Exploring the natural
environment.

instagram.com/simoneenei/

alziamo gli sci ai piedi mentre il sole inizia a baciare le cime più alte, virando i colori della neve attraverso un'esplosione di sfumature pastello dall'eleganza unica.

Risaliamo velocemente le piste grazie agli impianti e dopo aver goduto ancora un attimo della splendida vista attorno a noi, partiamo per la discesa. Disegniamo le prime curve in un silenzio assoluto, ascoltando l'unico rumore delle lamine che mordono la neve delle piste ancora deserte. Quando una linea ci cattura lo sguardo, ecco che ci immergiamo nella fresca, facendo lo slalom tra gli alberi dei boschetti che incontriamo. La neve, grazie alle precipitazioni recenti, è così perfetta e farinosa che sembra quasi di surfare.

In cielo anche le nuvole sembrano imitarci rincorrendosi tra di loro. Raggiungiamo il Monte della Neve sotto una leggera e coreografica nevicata, mentre un timido sole contribuisce a creare una magica atmosfera. Basta un'occhiata per capire che è arrivato il momento perfetto per scendere in Vallaccia, una valle incontaminata che regala scorci magnifici. Sciamo sui dolci pendii che calano sul versante opposto a quello delle piste, voltandoci ogni tanto ad ammirare le nostre tracce, unico segno di passaggio umano in questa zona.

La discesa dura fin troppo poco, ma appena raggiunto il fondovalle veniamo ricompensati dal paesaggio che si apre su un piccolo gruppo di case isolate. Qui, d'inverno, il tempo sembra fermarsi, ma d'estate è tutto un brulicare di mucche al pascolo che condividono i prati con gli animali selvatici. Lasciamo questo luogo incantato dopo aver montato le pelli sotto ai nostri sci. È tempo di risalire, questa volta unicamente grazie alla forza delle nostre gambe. Il fiato si fa subito più pesante, ma l'animo vola leggero tra il cielo e le vette innevate. Guadagnate le piste decidiamo di fermarci al rifugio per riacquistare le forze. In questi casi una fetta di torta e due birre ghiacciate sono l'ideale, anche quando fuori la temperatura è di ben oltre sotto lo zero.

Il sole però inizia a calare, segno che è arrivato il momento di scendere a valle. Come ultima pista affrontiamo quella dedicata a Giorgio Rocca, il grande campione che da queste parti è di casa, una discesa degna del nome che porta.

Giunti a Livigno decidiamo di non farci mancare un giro in centro e un aperitivo all'aperto. Qualcuno ha pensato di ardere un po' di legna, un ottimo modo per scaldarsi le mani in questa gelida serata. È proprio quando le temperature scendono e l'ombra cala sulle montagne che tutte le emozioni si condensano dentro noi, lasciando spazio alla consapevolezza di aver vissuto una giornata speciale. Le Alpi scaldano il cuore più di ogni altra fiamma.

BORMIO
CAPSULE COLLECTION 17|18

La giacca da sci uomo Bormio è un capo storico 2in1, composto da un guscio impermeabile e da un piumino interno completamente staccabile. Con la capsule Reborn, rinasce l'omonima giacca dell’85 in una veste totalmente contemporanea, arricchita dall’applicazione del Grafene G+. Questa speciale tecnologia distribuisce il calore generato dal corpo, dalle zone più calde a quelle più fredde, portando una piacevole sensazione di benessere e una migliore circolazione del sangue.

BORMIO
CAPSULE COLLECTION 2017

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LIVIGNO