FRANCIA

UNA CITTÀ,
DUE VITE

Ai piedi del ghiacciaio della Grande Motte in Francia,
Tignes è rinata come comprensorio sciistico tra i più celebri d’Europa.

Gennaio 2018

a storia di Tignes, una delle località sciistiche più popolari delle Alpi francesi, si può ripercorrere attraverso tre elementi della sua geografia: il lago, il ghiacciaio e la diga. Appollaiato ai piedi del ghiacciaio della Grande Motte e sulle sponde del lago naturale da cui prende il nome, Tignes è un paesino di poco più di duemila abitanti. La sua storia è travagliata, ma tutto sommato recente. Prima di diventare un resort sciistico che attira ogni anno fino a 30.000 visitatori, Tignes era un villaggio pressoché sconosciuto nella regione del Rodano-Alpi. La ragione della sua fama odierna risale al 1952.
Era appena finita la seconda guerra mondiale e la Francia aveva un grande bisogno di energia elettrica. Per rimediare alla crisi, venne progettata la costruzione di una centrale idroelettrica nella Val d’Isère, dove si trovava il paese di Tignes. La costruzione della diga a supporto della centrale idroelettrica fu una delle opere ingegneristiche più importanti di quegli anni, ma significò il sacrificio del villaggio originario. Inondato dalle acque, Tignes rinacque qualche metro più a monte con uno spirito nuovo: quello di resort sciistico.
Ora la diga, alta 180 metri e larga 300, è il portale d’ingresso alla nuova Tignes. A salutare i visitatori in arrivo c’è un murales gigante che raffigura Ercole, realizzato nel 1989 dall’artista Jean-Marie Pierret con l’aiuto di otto scalatori: un personaggio mitico che regge sulle spalle l’enorme peso del bacino d’acqua. Una volta superato lo specchio d’acqua artificiale, si raggiunge la cittadina attuale, costruita negli anni Sessanta a 2100 metri di altitudine, in corrispondenza del lago naturale. È il cuore del resort: pista di pattinaggio su ghiaccio in inverno, spiaggia montana in estate, intorno al lago si raccolgono i villaggi che compongono la nuova Tignes. Di questi il più pittoresco è certamente Tignes les Boisses, dove si trova anche una ricostruzione della chiesa del paese originario.

Ma la vera anima della località francese sono senza dubbio le piste. Estese dalla cima del ghiacciaio fino ai boschi del fondovalle, i 300 chilometri del comprensorio sciistico si collegano a quelli della vicina Val d’Isère, per formare la ski area dell’Espace Killy. Una varietà di piste adatte a tutti i livelli, dalle pendenze più dolci fino alle ripidissime nere e ai fuori pista, per avventurarsi fuori dai percorsi tracciati con il supporto dei maestri.

La parte più alta del comprensorio, che si sviluppa a più di 3.600 metri attorno al ghiacciaio della Grande Motte, permette di solcare le piste durante tutto l’anno. Su una superficie ristretta in estate, circa 20 chilometri riservati agli sciatori esperti e ai professionisti, e poi durante la early-season, in cui ci si può trovare a condividere la seggiovia con gli atleti delle squadre regionali e nazionali che iniziano gli allenamenti per la nuova stagione. E infine d’inverno, la stagione per eccellenza in cui godersi il meglio di uno dei comprensori più celebri d’Europa.

TESSA 
WORLEY

Tessa Worley, classe 1989, è una campionessa di sci francese. Cresciuta tra la Francia e la Nuova Zelanda, ha esordito a sedici anni nella Coppa del Mondo di sci. Da allora ha vinto diverse competizioni singole e in squadra, diventando un punto di riferimento nello Slalom Gigante.

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MONDIALI

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PODI IN COPPA
DEL MONDO

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VITTORIE IN COPPA
DEL MONDO

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COPPA DEL MONDO
DI SPECIALITÀ

er un appassionato di sci, l’inverno è la stagione più bella dell’anno. Per un campione di sci, però, il solo inverno non basta: da gennaio a dicembre, ogni momento è buono per allenarsi. E chi meglio di Tessa Worley ha saputo trarre il meglio di ogni stagione: cresciuta tra la Francia e la Nuova Zelanda, la sciatrice francese ha inseguito l’inverno nei due emisferi per non stare mai troppo lontana dalla neve. Atleta della Nazionale e campionessa di Slalom Gigante, Tessa ha scelto di allenarsi vicino a Tignes per approfittare delle piste sempre innevate del ghiacciaio della Grande Motte. L’abbiamo incontrata per parlare delle aspettative per la prossima stagione, le Olimpiadi imminenti, le aspirazioni per il Supergigante e le sue vittorie più belle.

Quando dai il meglio di te e riesci
ad andare più veloce degli altri,
è una sensazione bellissima.

ALLENARSI SU UN GHIACCIAIO, SPECIALMENTE NON IN INVERNO, DÀ SEMPRE UNA SENSAZIONE PARTICOLARE - COME SE LE STAGIONI NON ESISTESSERO. SEI D’ACCORDO?
È da quando sono piccola che sono abituata a sciare in estate. Per me era inverno tutto l’anno, prima in Francia e poi in Nuova Zelanda. Lo adoro. Allenarsi in estate è sempre divertente.

IN EFFETTI SEI CRESCIUTA INSEGUENDO LA NEVE E GLI INVERNI TRA LA NUOVA ZELANDA E LE ALPI FRANCESI. COSA TI PORTI DIETRO DA QUESTA ESPERIENZA? C’È UN POSTO CHE PREFERISCI?
È un’esperienza che amo. Non ho un ricordo preciso dello sci in Nuova Zelanda, quindi mi piacerebbe tornarci e magari anche allenarmi. La mia prima gara è stata lì!

FREQUENTI SPESSO TIGNES? COSA TI PIACE DI QUESTA LOCALITÀ E DELLA SUA OFFERTA SCIISTICA?
Tignes non è lontana dalla località dove effettivamente mi alleno, Albertville. A ottobre e novembre il ghiacciaio è un ottimo posto dove allenarsi, quando negli altri resort ancora non c’è neve.

PASSI MOLTO DEL TUO TEMPO SULLE PISTE TRA UNA GARA E L’ALTRA, MA HAI ANCHE PROVATO QUALCHE FUORI PISTA IN MODALITÀ FREE-RIDE. COSA TI PIACE DI QUESTO MODO DIVERSO DI VIVERE LO SCI?
Ho fatto delle uscite fuori pista accompagnata da guide qualificate. È bellissimo, mi piace la scarica di adrenalina quando ti trovi su una cima con una distesa di neve fresca ai tuoi piedi. Ma bisogna conoscere la montagna molto bene e affrontare la natura con umiltà.

SEI NEL PIENO DELLA TUA CARRIERA, MA HAI GIÀ RAGGIUNTO GRANDI RISULTATI. DOVE TROVI LA MOTIVAZIONE PER FARE SEMPRE MEGLIO?
Mi piace lavorare e allenarmi. Adoro gareggiare e dare il meglio di me. E quando il tuo meglio significa essere più veloce di tutti gli altri, la sensazione è ancora più bella!

L’INFORTUNIO AL GINOCCHIO È STATO SICURAMENTE UNO DEI MOMENTI PIÙ DURI DELLA TUA CARRIERA. PURTROPPO, È UN ASPETTO CHE TUTTI GLI SPORTIVI DEVONO METTERE IN CONTO. COME HAI AFFRONTATO QUEL PERIODO?
Ho accettato la situazione e provato a farmi le domande giuste: come posso migliorare per evitare che succeda di nuovo? Che cosa ho sbagliato per infortunarmi così? Ero determinata a tornare più forte di prima. Mi sono presa il tempo che mi serviva e ho imparato ad ascoltare il mio corpo.

HAI GIÀ VINTO PARECCHIO NELLA TUA CARRIERA, MA FORSE NON TUTTE LE VITTORIE SONO UGUALI. CE N’È UNA CHE SENTI PIÙ TUA DELLE ALTRE?
Le vittorie a Schladming e St. Moritz, durante i Campionati Mondiali, sono state particolarmente speciali. La pressione è più grande, la soddisfazione pure. Anche vincere la Coppa del Mondo in Gigante è stato un momento unico.

PROPRIO NEL GIGANTE SEI IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER AVVERSARIE E ADDETTI AI LAVORI. LO SCORSO ANNO HAI DIMOSTRATO POTENZIALE ANCHE PER LE DISCIPLINE VELOCI. COSA TI ASPETTI QUEST’ANNO?
Vorrei migliorare nel Supergigante. È una gara molto intensa, o la va o la spacca, devi essere tecnicamente perfetto. È piuttosto impegnativo, per questo mi piace.

LO SCI È UNO SPORT INDIVIDUALE CHE PORTA SPESSO A SENTIRSI SOLI. LA SQUADRA FRANCESE INVECE È CONOSCIUTA PER UN TEAM MOLTO UNITO E FORTE. QUAL È IL VOSTRO SEGRETO?
Mi piace essere parte di un team e allenarmi con le ragazze. Ci conosciamo da tanto, siamo amiche e ci miglioriamo a vicenda. La squadra è piccola, sembra quasi una seconda famiglia.

COME CONVINCERESTI UN BAMBINO AD AVVICINARSI A QUESTO SPORT?
Essere uno sciatore è una bomba! Ci si può divertire tantissimo a sfrecciare per le montagne.

IL NOSTRO CLAIM RECITA: IN CASO DI NEVE. CHE SENSAZIONI SUSCITA IN TE LA NEVE?
Mi fa pensare alle gare, ovviamente, a paesaggi mozzafiato, a bellissime montagne coperte di neve, al Natale, a una cioccolata calda di fronte al camino.

TIGNES

LIFESTYLE

VALENTINA
CIPRIAN

Live in the moment and make it beautiful.

vintageblackboard

artire alla scoperta di un luogo sconosciuto è un po’ come fare un piccolo salto nel vuoto. Anche se questo salto è lungo più di 750 chilometri e finirà a 2100 metri d’altezza.
È lì che si trova Tignes, in Savoia, esattamente dalla parte opposta delle Alpi rispetto a casa. Un’occhiata fuori dal finestrino: saluto le Dolomiti, supero le Prealpi, osservo la pianura. Poi le Alpi ricompaiono e si avvicinano sempre più. Così tanto da finirci dentro, attraversando il traforo del Frejus.


Ancora un paio d’ore e ci siamo.
Ad aspettarci, la luce accesa di un piccolo chalet. A Tignes-les-Brevières è già buio.
Il giorno dopo il paesaggio si nasconde, avvolto in una bufera di neve che continua imperterrita fino a sera. Non importa, usciamo presto per prendere familiarità con questi posti ancora tutti da scoprire. Siamo curiosi di conoscere quella che è una delle stazioni sciistiche più importanti del versante francese: 300 chilometri di piste ricamate sulle montagne, fino a 3456 metri d’altitudine. Esploriamo una ad una le varie località: Le Lac, Tignes 1800, Val d’Isere, Val Claret. Costruite su misura per gli appassionati di sport invernali, diverse dai paesini a cui sono abituata. Ci ritempriamo al caldo di una boulangerie, mentre fuori la neve continua a cadere.


Ancora un paio d’ore e ci siamo.
Ad aspettarci, la luce accesa di un piccolo chalet. A Tignes-les-Brevières è già buio.
Il giorno dopo il paesaggio si nasconde, avvolto in una bufera di neve che continua imperterrita fino a sera. Non importa, usciamo presto per prendere familiarità con questi posti ancora tutti da scoprire. Siamo curiosi di conoscere quella che è una delle stazioni sciistiche più importanti del versante francese: 300 chilometri di piste ricamate sulle montagne, fino a 3456 metri d’altitudine. Esploriamo una ad una le varie località: Le Lac, Tignes 1800, Val d’Isere, Val Claret. Costruite su misura per gli appassionati di sport invernali, diverse dai paesini a cui sono abituata. Ci ritempriamo al caldo di una boulangerie, mentre fuori la neve continua a cadere.

Partire alla scoperta di un luogo sconosciuto è un po’ come fare un piccolo salto nel vuoto. Anche se questo salto è lungo più di 750 Km e finirà a 2100 metri d’altezza.

Il mattino seguente un inaspettato cielo azzurro fa risplendere le cime. Possiamo salire nel cuore del comprensorio. In alto, lo sguardo si perde cercando di abbracciare il panorama, immerso in un bianco totalizzante. È proprio quassù, tra vette maestose, creste spazzolate dal vento e vallate ricoperte di neve, che la meraviglia disegnata dalla natura mi lascia ancora una volta senza fiato.

GIACCA DONNA

GRAN 
RISA

GIACCA DONNA

GRAN 
RISA

Un’emozione da provare almeno una volta nella vita, in una delle piste più adrenaliniche e impegnative d’Italia.
Come ogni anno, alle porte del Natale, la Gran Risa ospita uno slalom gigante storico, una gara affascinante e tecnica come la giacca Colmar della linea Alpine. Un capo dal design femminile, con linee asimmetriche, doppio davantino e 20.000 mm di colonna d’acqua.
Gran Risa vuol dire comfort e massima performance anche tra le difficoltà e le sfide di una pista per grandi campioni.

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